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Evoluzione

Chi ha ucciso Taung?

Il più antico omicidio di cui si abbiano prove concrete e' probabilmente l'uccisione del bambino di Taung, un giovane Australopitecus di all'incirca tra anni vissuto 2,5 milioni di anni fa. Il velo che copriva questa misteriosa uccisione e' stato rimosso dalla scoperta di un fossile di cranio, in Sud Africa nel 1924, il primo fossile di Australopitecus mai scoperto.

Taung era un ominide, un antenato dell'Homo sapiens, con una capacita' cranica pari a uno scimpanzé ma già bipede ed in grado di camminare in posizione eretta. Aveva all'incirca tre anni, alto più o meno un metro, considerato che si ipotizza come i giovani ominidi si sviluppavano più in fretta rispetto ai nostri standard ed e' morto di morte violenta.

Inizialmente si credeva che il malcapitato fosse stato attaccato da un grosso felino, probabilmente un leopardo ma successivamente si e' incominciato a sospettare di una grossa aquila. Gli indizi a favore di questa ipotesi sono molteplici: l'assenza di grossi mammiferi carnivori nella zona e gusci di uova d'aquila fossilizzati nei paraggi ma nel 2006 e' giunta una prova praticamente inconfutabile: la similitudine delle lesioni con quelle riscontrate in scimmie attaccate da aquile. Il cranio di Taung ha delle piccole incisioni alla base delle cavità oculari identiche a quelle causate da un'aquila quando attacca mortalmente una scimmia, strappandogli gli occhi.

Sembra inoltre possibile che il corpo di Taung sia stato smembrato dall'aquila, capace di trasportare solo (sic!) fino a sei chili e questo spiegherebbe anche il perché del ritrovamento del solo teschio. Esistono numerosi esempi a giorni nostri di attacchi a grossi mammiferi da parte di uccelli quali le aquile reali (Aquila chrysaetos) che rendono verosimile questo scenario.

Qui potete trovare una delle più recenti e complete analisi del fossile:

http://www.profleeberger.com/files/Berger_further_evidence_taung_main_article.pdf.

L'uccisione di Taung  e' doppiamente affascinate,  infatti le informazioni nascoste in un fossile, decifrate dopo anni di approfondimenti, svelano la bellezza della ricerca evoluzionista e allo stesso tempo ci danno una chiara delucidazione delle nostre origini. L'esistenza degli ominidi era indubbiamente una lotta quotidiana per la vita in un ambiente ostile ed i nostri antenati sopravvivevano fra stenti e dolore. Fortunosamente la plasticità intellettuale evoluta nei millenni e caratteristica principe dell'Homo sapiens ha permesso, anche se non in tutte le regioni del mondo, di smettere di sopravvivere ma incominciare a vivere.

 

L'improbabilita' della nostra esistenza

"Siamo tutti destinati a morire ed e' questo che ci rende fortunati. La maggior parte delle persone, infatti, non è destinata a morire perché non è destinata neppure a nascere. Gli individui che, potenzialmente, avrebbero potuto trovarsi qui al mio posto, ma che di fatto non vedranno mai la luce del giorno, sono assai più numerosi dei granelli di sabbia dell'Arabia. E' possibile che tra i non nati siano presenti poeti più grandi di Keats o scienziati più influenti di Newton, infatti il numero di possibili combinazioni, considerando la composizione del nostro codice genetico, eccede esponenzialmente il numero di persone attualmente presenti sulla Terra. Nonostante circostanze così incredibilmente avverse, voi ed io, siamo qui."

Così comincia il libro "l'Arcobaleno della Vita" di Richard Dawkins.  l'improbabilità della nostra stessa esistenza e l'unicità del nostro genoma (qui a fianco rappresentato da una figura originariamente inserita nell'articolo di Nick Gilbert  "Chromatin Architecture of the Human Genome: Gene-Rich Domains Are Enriched in Open Chromatin Fibers" pubblicato nel 2004 su Cell) e' un concetto astratto, difficile da comprendere.... allora, proviamo a fare due conti:

(a) Numero di spermatozoi: ogni eiaculazione vengono prodotti in media 50 milioni di spermatozoi per ml, per una media di 3-4 ml... un totale di 150 milioni di spermatozoi.

(b) Numero di rapporti sessuali: beh... sembra difficile definire un numero medio... ma esistono studi e ricerche al riguardo... si ha una media di 3 rapporti a settimana. E se consideriamo gli anni di potenziale attività sessuale pari a 60, arriviamo a 3120 settimane e quindi circa 9000 rapporti (senza considerare l'onanismo, in grado di aumentare questa cifra in maniera esponenziale).

(c) Numero di ovuli (gameti femminili): ogni donna possiede  circa un milione di follicoli primordiali (che potremmo definire serbatoi di cellule uovo immature) anche se solo 400 ovuli vengono effettivamente emessi durante la vita fertile.

(d) Numero di partner potenziali: in linea del tutto teorica, tutti gli abitanti del pianeta di sesso opposto potrebbero essere potenziali partner ma più realisticamente in media ogni individuo viene a contatto con all'incirca un migliaio di potenziali partner (considerando una ampia variabilità). Conseguentemente  le possibili combinazioni di partner sono 1000*1000, cioè la probabilità che due genitori si incontrino e generino un figlio e' pari ad una su un milione (1x106).

Ricapitoliamo.....

- (a) * (b) = 150 milioni di spermatozoi per rapporto * 9000 rapporti a settimana = all'incirca un bilione (1012) di spermatozoi

- (ab) * (c) = un bilione di spermatozoi * un milione di ovuli = un trilione (1018) di combinazioni

- (abc) * (d) = un trilione di combinazioni spermatozoi/ovuli per un milione di combinazioni di partner = un quadrilione di combinazioni ovvero 1024 ovvero  la nostra nascita ha una probabilità pari a 1/1000 000 000 000 000 000 000 00....

Scioccante..... questo semplice calcolo ci porta a concludere che il nostro genoma e conseguentemente la nostra esistenza sia una improbabilissima eventualità, considerando che una vincita alla lotteria ha una probabilità di 1/107,  ma e' intrinsecamente unica. Comprendere appieno il significato di questa estrema improbabilità, dona una valore aggiunto alla nostra vita che potrebbe far impallidire anche la più mistica delle religioni.

 

Fossili Intermedi

L'origine delle balene e' uno dei fenomeni evolutivi piu' affascinanti in assoluto ed in questi breve video, prodotto dalla Richard Dawkins Foundation, possiamo scoprire quanto siano chiari i diversi passaggi evolutivi, avendo a disposizione numerosi fossili intermedi.
 
 

Richard Dawkins racconta Darwin

 Il 17 marzo Richard Dawkins ha tenuto una lezione parte del programma "Universita' Aperta" al museo di storia naturale di Londra, ripercorrendo il ruolo di Darwin ed altri evoluzionisti nello sviluppo del pensiero scentifico. Dawkins ha illustrato come esitano numerosi elementi necessari alla comprensione della teoria evoluzionist, primo fra tutti la genetica moderna. La lezione e ' interamente disponibile in questa pagina del sito dell' Universita' Aperta in collaborazione con la BBC.

 

Evolution: Education and Outreach

Da diversi mesi e' nata una interessante rivista scentifica open-acces che permette al lettore di avvicinarsi a grandi temi, quali la selezione naturale o come l'evoluzione dell'occhio, senza scontrarsi con un linguaggio troppo criptico ed inaccessibile. Come si puo' intuire dal titolo la rivista cerca di raccogliere il meglio della biologia evoluzionistica e raggiungere il pubblico attraverso articoli efficaci e comprensibili, firmati da grandi esperti del settore.

Sono disponibili on-line gia' sette numeri (clicca qui per raggiungere l'elenco dei numeri) nei quali potete trovare editoriali di ampio respiro, come l'articolo di Ryan Gregory che introduce ed approfondisce il concentto di selezione naturale (Understanding Natural Selection: Essential Concepts and Common Misconceptions) fino ad articoli che si focalizzano su argomenti specifici, ma non per questo meno affascinanti, come l'evoluzione dei rettili marini, transizioni evolutive tra dinosauri, e molto altro.

Se la biologia evoluzionistica e' la vostra passione, e' il posto giusto per voi.... 

 

Un milione di anni????

Ora, giorni, settimane o anni.... cosi' siamo abituati a scandire il tempo che riempie le nostre vite ed in alcune occasioni ci ritroviamo a contarne i secondi che sembrano momenti interminabili. 

Lo sviluppo e l'evoluzione delle diverse forme di vita che hanno popolato e popolano tuttora il nostro pianeta hanno necessitato di ben altri intervalli di tempo. Riuscire a capirne l'ampiezza e' uno dei principali ostacoli per apprezzare pienamente la teoria evolutiva e per capirne i suoi meccanismi. L'origine di nuovi organismi puo' svilupparsi in centinaia di migliaia di anni e molti dei fossili che abbiamo a disposizione possono risalire anche a decine/centinaia di milioni di anni fa.

Esistono numerose risorse nella rete per aiutarci a capire cosa concretamente significhino i MILIONI di anni necessari per l'evoluzione della vita sul nostro pianeta. Eccovi un po' di link interessanti:

- http://www.ucmp.berkeley.edu/exhibits/geologictime.php

Un viaggio geologico tra le diverse ere per toccare con mano come e' cambiato il nostro pianeta durante i suoi 4.5 miliardi di anni

- http://www.wikitimescale.org/

- http://anthro.palomar.edu/earlyprimates/time_scale_of_Earth.htm

Un paio di schematiche scale temporali per meglio visualizzare quanto sia infinitesimale il tempo trascorso dalla specie umana sulla terra

 

Perchè Darwin è cosi' importante?

di Richard Dawkins
originariamente pubblicato su:
 
Charles Darwin ha avuto una grande idea, probabilmente l'idea più potente di sempre. E come tutte le migliori idee è cosi' ingannevolmente semplice, cosi' sorprendentemente ovvia che anche se altri vi ci siano avvicinati prima di lui, nessuno e' mai riuscito a equagliarlo.

Darwin ha avuto molte altre buone intuizioni - per esempio la sua ingegnosa e largamente corretta teoria della formazione delle barriere coralline - ma è la sua grande idea di Selezione Naturale, pubblicata nell'Origine della Specie, che ha dato alla biologia un principio guida, un suo concetto cardine e' che permette di comprendere correttamente anche molto altro.

Cio' che la Slezione Naturale puo' spiegare non si limita sono alla vita su questo pianeta, ma è l'unica teoria esistente in grado di giustificare la vita su ogni pianeta. Se la vita esiste da qualche altra parte nell'universo – e sono pronto a scommetterci – è sicuramente regolata da una qualche forma di Selezione Naturale. La teoria di Darwin puo' adattarsi anche a forme stranissime ed aliene di vita, e sono pronto a scommetere che lo sono.

Indice Esplicativo

Cosa rende la Selezione Naturale cosi' speciale?

E' un' idea grandiosa che riesce a spiegare molto con semplicita', richiedendo pochi postulati o ipotesi. Il suo Indice Esplicativo, cosa riesce a spiegare in rapporto a quanto deve essere postulato, è molto alto.

 



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Per comprendere l'evoluzione dell'uomo moderno dobbiamo anzitutto chiarire che il gene non è l'unica base delle nostre idee sull'evoluzione. Sono un darwiniano entusiasta, ma credo che il darwinismo sia una teoria troppo grande per essere confinata nel ristretto contesto del gene. Richard Dawkins